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Rassegna di danza contemporanea
Seconda edizione - Ottobre 2003

Teatro Piccolo Auditorium Comunale - Cagliari


A cadenza biennale, torna MovimentInTempo, un appuntamento con la danza contemporanea "altra", contaminata e compenetrata da linguaggi diversi (video, slides, performances...).

Il nostro piccolo festival è cresciuto: è aumentato il numero di artisti e di spettacoli presentati; si è ingrandito il palcoscenico, dallo spazio suggestivo e alternativo del Ghetto al palco più tradizionale del Piccolo Auditorium, necessario per ospitare spettacoli più complessi e compagnie più numerose; siamo passati da artisti "sommersi" a ospiti di fama internazionale, come l'americano Davis Freeman e la portoghese Lilia Mestre, e a protagonisti della scena italiana, come Alessandra Fazzino, vincitrice, insieme a Giuseppe Cutino, del Premio Scenario 2003, o Eugenio De Mello, direttore artistico del settore danza della Comuna Baires di Milano.

Se il tema della scorsa edizione era l'universo femminile, quest'anno il denominatore comune degli spettacoli è l'identità, con tutte le sfide che questa si trova ad affrontare, di fronte alle relazioni (Fazzino), di fronte alle infinite possibilità di una nuova città (Freeman/Mestre), di fronte alla morte (Toma), di fronte alla miriade di scelte possibili (De Mello), di fronte alla società (Caranas 108).

Il sottotitolo della rassegna è "Tra nord e sud". Tutti gli ospiti ruotano attorno a questi due poli, geografici ma non solo: dall'area mediterranea di Alessandra Fazzino, siciliana, e delle danzatrici di Caranas 108, cagliaritane, alle duplici radici di Barbara Toma, pugliese trapiantata prima ad Amsterdam poi a Milano, di Davis Freeman, americano e belga d'adozione che dirige la portoghese Lilia Mestre, e di Eugenio De Mello, che ha lasciato il Brasile per il nord Italia.

 


PROGRAMMA

Sabato 4 ottobre
Compagnia M'Arte
Le parole hanno fame
(numeri e ossessioni)

di e con Alessandra Fazzino

Giacomo Calabrese
Close Up

Sabato 11 ottobre
Barbara Toma
Dood

Sabato 18 ottobre
Davis Freeman - Lilia Mestre
Untitle me

Eugenio de Mello
Fragments

Domenica 19 ottobre/Lunedì 20 ottobre
Compagnia Caranas 108
Se hai fretta, rallenta


GLI SPETTACOLI

Alessandra Fazzino
Le parole hanno fame
(numeri ed ossessioni)

Monologo danzato di e con Alessandra Fazzino
Testi: Alessandra Fazzino, Maria Clelia Lombardo
Durata: 40 minuti circa


"A che mi serve adesso il tuo darmi ragione,
riconoscere che avevo visto giusto,
che ogni mia parola non era fiato inutile,
le parole hanno fame a tempo debito,
poi vanno in manicomio."
(Maria Clelia Lombardo)

Una donna sola, un filo, calze maschili, una bacinella
Azioni che si ripetono, che scandiscono il tempo, che si trasformano; oggetti che prendono vita, simboli di un uomo, di un compagno ipotetico, di cui si parla, di cui si conoscono frammenti, a cui lei si rivolge in un monologo inquieto.

Si tratta di un assolo di danza-teatro, o meglio, di un "monologo danzato"; il personaggio rappresentato è identificabile con una donna del sud, ma la sua tematica tocca chiunque viva o abbia vissuto una convivenza di coppia. Il lavoro nasce da riflessioni personali sulla naturale evoluzione di una relazione amorosa contaminata dal trascorrere del tempo, dal vissuto quotidiano, dal ripetersi di gesti e azioni che perdendo il loro significato naturale assumono la consistenza di ossessioni.

E' la storia di un conflitto, tra il desiderio di appartenenza e il diritto alla propria autonomia; tra la seduzione e la quotidianità. Qual è il limite tra il fascino e il rifiuto di questa trasformazione?

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Giacomo Calabrese
Close Up

Di e con Giacomo Calabrese
Durata: 25 minuti circa

Attendo. Posso scegliere se seguire, se dirigere o accogliere. Non so chi è stato a guidarmi, a farmi uomo o donna, a farmi donna in uomo.

Microscopici gesti si trasformano e diventano atti plateali; dentro la pelle di qualcun altro, gestiscono mondi, costruiscono conseguenze. Io sono nella carne e nel respiro, il sospiro e la carne di qualcuno lontano, che ha battuto le ciglia senza ascoltarne il frastuono prodotto nella mia esistenza.

Mi lascio vedere: nuda è la concatenazione degli eventi che io sono.

Lo spazio che il corpo NON occupa, che il corpo NON arriva a toccare, gettare un occhio dove la danza NON è.

La zona che lo sguardo percepisce al di là dell'immagine concreta.

Il corpo è una proiezione, una domanda, una richiesta, un desiderio che adesso NON c'è...

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Barbara Toma
Dood
breaking the tabu

Idea, regia e danza: Barbara Toma
Scene: Angelo Insalata
Luci: Davide Arsenio
Musiche originali: Jeroen Kimman / Roomtone
Video: Paolo Martelli e Barbara Toma
Aiuto drammaturgia: Robin Cornelissen Tunca
Tecnico: Stefano Orondini
Durata: 75 minuti circa

L'ultima creazione di Barbara Toma è uno spettacolo che indaga e cerca di infrangere attraverso la danza uno degli ultimi tabù occidentali: la morte.

Uno studio sul tema più comune e allo stesso tempo più "rifiutato".
Creato in collaborazione con un gruppo di artisti, Dood crea una continua interazione tra scene, musiche, immagini video, luci per creare un insieme di quadri che riguardano tutti un aspetto diverso dello stesso tema. la malattia, la carta dei diritti dei morenti, il suicidio, il lutto, la veglia, le curiosità, i riti.

La danzatrice italo-olandese cambia continuamente la scena, si traveste, si trasforma. ora è un personaggio di Arancia Meccanica, ora una moribonda in ospedale, per poi trasformarsi in una figura astratta in una gabbia. o dar vita al personaggio di un quadro di Hayez.

Perché per combattere i tabù, prima bisogna avere il coraggio di parlarne e far parlare.

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Davis Freeman - Lilia Mestre
Untitle me

Creato da: Lilia Mestre e Davis Freeman
Danza: Lilia Mestre
Luci: Bruno Pocheron
Durata: 30 minuti circa

Untitle me esplora la libertà che si ottiene trasferendosi in una nuova città: nessuno conosce le tue abitudini, le tue opinioni o la tua storia, tutto può essere reinventato.

Una volta liberati da titoli e da etichette, le possibilità di esistenza diventano infinite. Ma la difficoltà sta nel liberarsi dei limiti che noi stessi abbiamo creato, in modo da ottenere un contatto più profondo con noi stessi e con ciò che ci circonda.

Mescolando danza, diapositive e filmati, la donna protagonista di Untitle me scompone le linee che dividono realtà, finzione e desideri, in un continuo dialogo tra sé e sé.

Untitle me esplora l'identità e i suoi limiti, suggerendo l'idea che ciascuno abbia in sé una potenziale moltitudine di persone, senza essere intrappolato sotto un "titolo" particolare.

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Eugenio De Mello
Fragments

Di e con Eugenio De Mello
Musiche: Osvaldo Arioldi Schwartz, Rasmus
Costumi: Donella Bucca
Luci: Eugenio De Mello, Dalibor Kusmanic
Produzione: Teatro Comuna Baires - Milano e C.S:C: Anymore - Bergamo
Durata: 20 minuti circa

"Apro molte porte e ad ognuna si disegna un percorso diverso. Anche le emozioni sono diverse. Vorrei capire su quale strada indirizzare i miei passi. Ed è difficile scegliere, è difficile decidere, è difficile percorrere una sola strada fino in fondo."

"Fragments" non possiede un'estetica stilistica precisa o formale: l'incontro fra la danza e il teatro avviene in modo semplice, quasi istintivo; il raccontare determinate emozioni ha predominato e determinato la ricerca sulla danza e sulla gestualità.

La possibilità del personaggio di interagire con il pubblico rimane ad ogni replica aperta alla eventuale accoglienza che il pubblico gli riserva. Un po' camaleonte, un po' antieroe, al personaggio, attraverso una partitura luci ben precisa e l'uso quasi scarno di alcuni indumenti, viene data la possibilità di rapportarsi con il mondo che lo circonda.

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Caranas 108
Se hai fretta, rallenta

Ideazione, coreografia e regia: Rita Spadola
Musiche: AAVV
Testi: Giorgio Gaber, Gianni Rodari
Voce: Massimo Zordan
Costumi: Mino Fadda
Scenografia: Davide Cherchi
Luci: Sebastiano Moro
Con: Carla Onni, Ombretta Pisanu, Rita Spadola, Federica Strazzera
Produzione: Caranas 108
Durata: 60 minuti circa

La nuova produzione di Caranas 108 prende spunto da alcune riflessioni di Giorgio Gaber sull'ipocrisia e sulla stupidità umana, sulla tendenza all'omologazione che impedisce l'affermazione di una propria identità e sulla sete di successo che sembra aver accecato l'uomo.

A questa prima fonte di ispirazione se ne aggiunge una seconda, Gianni Rodari, inventore del giovane esploratore Giovannino Perdigiorno, che, in cerca del paese senza errore, si imbatte in una serie di mondi fantastici abitati da strani personaggi (che tutti, tra l'altro, conosciamo molto bene).

Attraverso un carosello di immagini in bilico fra surrealismo e quotidianità, tra idiozia e sarcasmo, si dipana una non-storia in cui i veri protagonisti diventano l'ipocrisia delle relazioni umane, l'opportunismo, l'ansia di potere...

Il binomio Gaber-Rodari a prima vista potrebbe sembrare azzardato, ma in realtà sono due anarchici positivi che pur denunciando aspramente ed ironicamente le storture del mondo e l'imbecillità dell'uomo, non cadono mai nel moralismo.

Giocando con le parole e con le immagini, compongono e scompongono un mondo che rivelano nella sua realtà più cruda, senza perdere mai di vista il valore (educativo) dell'utopia e del sogno, continuando a scommettere sul futuro.

E' possibile allora seguire (o inseguire?) quella che forse, oggi più che mai, sembra un'utopia? Così come esistono le Greenway - percorsi alternativi, o meglio complementari, in grado di offrire un movimento lento, più vicino ai nostri ritmi naturali - che affiancano le Freeway, ovvero le autostrade intasate dal traffico, ci si interroga sulla possibilità di ritrovare un percorso alternativo, più adeguato agli individui che non vogliono omologarsi e che vorrebbero affermare la propria identità senza necessariamente ricorrere a quella che ormai sembra una strada obbligata.

Perciò, se avete fretta, rallentate.

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